Rocca di Papa

Rocca di Papa  è un comune italiano di 17 294 abitanti[2] della città metropolitana di Roma Capitale nel Lazio. Fa parte della Comunità montana Castelli Romani e Prenestini e ospita la sede del Parco regionale dei Castelli Romani.

Anche se l’abitato moderno nacque solo nel Medioevo, il territorio rocchigiano era già stato abitato fin dal I millennio a.C.Monte Cavo era infatti l’antico Mons Albanus sacro ai Latini, sulla cui vetta sorgeva il tempio di Giove Laziale, e alcuni storici[4][5] suppongono che sulla sponda orientale del Lago Albano, in buona parte ricadente in territorio rocchigiano, sorgesse la leggendaria capitale latina di Alba Longa.

Nel periodo medioevale, Rocca di Papa fu infeudata ai Conti di Tuscolo, agli Annibaldi, agli Orsini ed infine, tra il 1427 ed il 1870, ai Colonna. Nel 1855, i cittadini rocchigiani si ribellarono ai Colonna e proclamarono l’effimera Repubblica di Rocca di Papa.

Territorio

Lo stesso argomento in dettaglio: Colli Albani.

Il territorio comunale di Rocca di Papa, con una superficie di 40,18 km², è il terzo dei Castelli Romani per estensione, preceduto solo da Velletri (112,21 km²) e Lanuvio (43,91 km²). Si trova in un’area soggetta anticamente (tra i 600.000 ed i 20.000 anni fa circa)[1] all’attività vulcanica del Vulcano Laziale. La composizione del suolo è dunque in massima parte di materiale di origine vulcanica, con prevalenza del tufo, e di pietre caratteristiche della zona dei Colli Albani come il peperino e la pietra sperone del Tuscolo.

Secondo la Carta Geologica d’Italia redatta dal Servizio Geologico d’Italia[2] la maggior parte del territorio comunale, come le pendici di Monte Cavo ed alcune montagne minori, sono formate da “lapilli, scorielle, areniti pirosseniche” ed altro “materiale piroclastico incoerente o poco coerente”,[2] mentre la parte rocchigiana della Valle Latina è formata da “scorie grossolane” ed “agglomerati lavici con banchi alterni di lava ricementati” (ovvero la summenzionata pietra sperone).[2] Il suolo di tipo si è inframezzato in alcuni punti (come sulla sommità del Maschio delle Faete) da “lava in ammassi” e, nel caso specifico del Maschio, da leucite nefelinica.[2]

I Campi d’Annibale sono invece formati da “lapilli e tufi pedogenizzati […] nelle depressioni interne del recinto Artemisio-Tuscolano” e sono dunque un “riempimento da prodotti piroclastici”.[2] Monte Cavo è stato il principale cono vulcanico del Vulcano Laziale nella cosiddetta “seconda fase” della sua esistenza (all’incirca tra i 270 000 ed i 100 000 anni fa):[3] in questo periodo si sono formate alcune tra le montagne più alte del territorio rocchigiano (come Colle Jano). La classificazione di queste zone è descritta come “lave leucitiche di Rocca di Papa” e, per l’area della località Pentima Stalla, “lecutite con olivina”.[2] La sponda orientale del lago Albano è classificata, infine, come zona di “manifestazioni eruttive finali” formate da “brecce piroclastiche d’esplosione con lapilli, proiettili leucocratici, ultrafemici, pirosseniti biotitiche, più xenoliti di lave leucitiche e del substrato, facies cineritiche superiormente straterellate, in strati e banchi consolidati rapidamente assottigliatosi allontanandosi dai centri d’emissione”, che in una parola indica il peperino.[2]

Orografia

La maggior parte delle montagne attualmente esistenti nel territorio rocchigiano, le più alte del quadrante meridionale della provincia di Roma, si sono formate a cavallo tra la “prima” e la “seconda fase” dell’esistenza del Vulcano Laziale, ovvero dopo il collasso del cratere principale avvenuto 360 000 anni fa in coincidenza del periodo di attività del cratere vulcanico minore di Monte Cavo, attività questa conclusasi 100 000 anni fa.[3]

La montagna più alta del territorio è il Maschio delle Faete (956 m s.l.m.),[6] cima principale della catena dei monti delle Faete, ciò che rimane della parete orientale del grande cratere del vulcano. Seguono nell’ordine Monte Cavo (949 m) e Colle Jano (930 m), mentre superano i 600 m una decina di altre alture, tra le quali l’altopiano dei Pratoni del Vivaro.[6]

L’altitudine diminuisce in prossimità del lago Albano, dove il convento di Santa Maria ad Nives di Palazzolo si colloca a 555 m s.l.m. Il punto più basso del comune è Valle Vergine, posta a 502 m a nord-ovest del centro abitato.[6] Per quanto riguarda il centro abitato, il punto più alto, corrispondente all’ex fortezza pontificia, è a 778 m s.l.m. mentre nell’altopiano Campi d’Annibale, alcune zone raggiungono gli 800 m s.l.m. Il punto più basso a 567 m s.l.m. è in prossimità dell’arrivo della dismessa funicolare per Valle Oscura. In mezzo si trovano il cimitero comunale (604 m), piazza della Repubblica (640 m), il santuario dei Santa Maria del Tufo (675 m) e la parrocchiale di Santa Maria Assunta (691 m).[6]

Idrografia

Nel territorio rocchigiano affiorano diverse sorgenti d’acqua: in località Malaffitto, presso il convento di Santa Maria ad Nives di Palazzolo, e Fontan Tempesta, dove le sorgenti ricadono in maggior parte rispettivamente nei comuni di Ariccia e Nemi, dal monte Sarapullero e nelle località Domatore, Colle dei Morti e Pratoni del Vivaro ai confini orientali con Rocca Priora e Lariano.[6] Alle falde acquifere di Monte Cavo sono riconducibili le acque affioranti nei territori di Grottaferrata e Marino attraverso i due corsi d’acqua a carattere torrentizio rispettivamente della marana dell’Acqua Marciana e del fosso della Patatona, che si vanno a scaricare in altri fossi presso la zona urbanistica di Morena in comune di Roma, da dove vengono poi convogliati al Tevere poco oltre la Magliana.[6]

Nel tratto del fosso della Patatona prospiciente il cementificio dismesso di via vecchia di Grottaferrata nel territorio rocchigiano, durante i periodi di piena l’acqua bagna mediamente l’80% della superficie dell’alveo per una profondità media di 10 cm.[7] Il fondale è formato in maggior parte da ciottoli e vi si riscontra una discreta quantità di periphyton.[7]

Clima

Secondo i dati medi del trentennio 19611990, in estate Rocca di Papa gode nel complesso di un clima mite: a luglio, che è il mese più caldo, la temperatura massima media è di 24,7°, sensibilmente più bassa rispetto ai 31,5° di Roma, e l’escursione termica giornaliera è di circa 8°. Nella stagione invernale il clima di Rocca di Papa permette diverse precipitazioni nevose, a volte anche di relativa intensità, come nel 2003[8], e più di recente nel 2010, 2012 e a fine Febbraio 2018.